Fragranza di un’enfasi evanescente

•5 febbraio 2010 • 1 commento

La verità era che aveva ben poco da dire, già da molto tempo. Aveva costruito quel suo principio di fortuna (monca in tutto e per tutto – come per esempio – come dire – come per esempio? – prova così – svolazzavano parole di carta per la camera e il vento che filtrava dagli infissi – non saprei… – prova con… – svolazzavano sul pavimento impolverato, i polpastrelli si arrossavano e gonfiavano a contatto con le mattonelle lucide di una brutta tonalità di grigio, aveva bisogno di acqua fredda sulle mani) su cialtronerie da parolaio di bassa lega. Come, del resto, gran parte della sua vita poggiava su bugie e distorsioni della realtà. Forse, era solo mancanza di attenzione ed applicazione. Il ragazzo è intelligente, ma non si applica…

La folla stava aspettando, ma aveva paura di non riuscire a vomitare. Fine, appunto. Pensò di dissolversi nel vuoto cosmico e lei bruciava di luce bianca a partire dall’inguine e i capelli le si colorarono di biondo – interi anni bruciati in un secondo. Sì, ma lei chi è?

Profondamente colpito da un persistente senso di ansia, l’intero pianeta Mercurio – ovuli e spore – rimase immobile a fissare il sole.

Interi anni bruciati in un secondo – aspetta – cosa c’è? – svolazzavano parole di carta per la stanza impolverata. Si ferì di netto un polpastrello raccogliendo il foglio caduto sul pavimento grigio – per incenerire un pianeta di menzogne. Serrò gli occhi e con lo sguardo assente inspirò a fondo. E lei chi era? Fissò le sue labbra rosa che succhiavano il sangue dal suo dito indice.

Va meglio, ma non serve e non significa un cazzo.

Quella dannata luce bianca continuava a filtrare dagli infissi – no, forse era il vento – bruciava la polvere che inalava mentre digrignava i denti e si sorprese con le mascelle e le sopracciglia contratte a fissare il monitor con gli occhi iniettati di sangue che bruciavano mentre gli si appanava la vista. Poggiò la nuca sullo schienale della sedia in finta pelle gialla. Tossì.

Il pianeta aprì le fauci della sua vagina. Tutto si risolverà in un nulla di fatto.

Controllò la crescita della barba sfiorando il pomo d’Adamo con l’indice incerottato. A contatto con i peli, sentì la pelle tirare. Si alzò: “La verità, in fondo, è che non ho nulla da dire”.

La sessualità dei lunatici

•14 gennaio 2010 • Lascia un commento

Succede di notte, tra le sue gambe. Strisciano sulle più impercettibili imperfezioni della pelle, cambiano direzione a seconda dei miei movimenti e soprattutto urlano, ossessi lascivi e sornioni quando l’abbraccio.

“Non muoverti, checcazzo, lasciami dormire…” – Eh, ma sono loro che urlano, è solo che vorrei avvicinarmi un po’ per ascoltarli meglio.

(Si incontrarono nell’incavo accanto all’astragalo del suo piede sinistro. Si raccontarono di disastri naturali di massa, di guerre atomiche, di voyeurismo globale, di siti porno e calciomercato. Uno fece per andarsene e voltò le spalle all’altro. Non la prese bene, non conosceva Yuvutu.)

Ogni tanto, la notte, la sento sfregare caviglie e talloni sulle nostre lenzuola, fino a farsi male. Quando alle sette sento la sveglia suonare, le osservo un’ultima volta le cosce, ormai tutte graffiate. Sotto la doccia e poi fuori dal portone, in strada, con sette gradi di gelo a tagliarti i capillari delle mani, ne rimane solo qualche eco che si assopisce col passare delle ore e della pazienza.

(Uh, sì, hai ragione, anche Xhamster non è male. Centomila morti ieri. Dici che ci trovo anche Sasha Grey e Katsumi? Hai finito di firmare?)

La sessualità dei mercuriani

•27 ottobre 2009 • 1 commento

Scalciò via un sasso che si perse qualche chilometro più in là lungo la Caloris Planitia. Alkmaar Zaanstreek rimase ad osservarlo alcuni istanti di troppo, parte della polvere che si era sollevata si insinuò fra le pieghe della sua pelle coriacea. Decise, eccitato, di non curarsene e distese le sue membra al sole.

«[...] Peculiarità dei mercuriani è il loro metabolismo per molti aspetti simile a quello delle piante terrestri. La vicinanza del loro pianeta al Sole ha reso possibile, durante il processo di evoluzione della loro specie, di privarsi completamente dell’apparato digerente, almeno per come è inteso sulla Terra. Dotata di un sistema di filtraggio molto evoluto, la loro pelle assolve in tutto e per tutto il compito di fornire nutrimento al corpo, assorbendo e trasformando in sostanze assimilabili, grazie all’interazione con la luce solare, le polveri e i detriti presenti sulla superficie di Mercurio. Letteralmente, i mercuriani si nutrono del loro stesso pianeta. L’assoluta mancanza di competizione per il reperimento del cibo ne ha limitato il progresso tecnologico, ma, allo stesso tempo, ha contribuito ad affinarne le arti dialettiche e, soprattutto, erotiche. Un attento e scrupoloso turista interplanetario del sesso noterà subito e, comunque, non senza quella meraviglia tipica di chi assiste con grande trasporto emotivo a queste straordinarie manifestazioni della Vita, l’intensità fisica e spirituale con cui i mercuriani accompagnano i loro rituali ante-copula. Consigliamo, quindi, a chi intendesse provare personalmente tale esperienza di seguire con cura un breve periodo di studio e preparazione psico-atletica presso il Dipartimento di Allosessualità del Ministero degli Esteri. [...]»¹

Dopo un paio d’ore terrestri, il corpo di Alkmaar Zaanstreek era pronto all’accoppiamento e alla migrazione prima che la Caloris Planitia tornasse nella zona d’ombra. Sigma Olomouc aveva un paio di giorni più di lui², ma il suo variopinto pistillo scendeva ancora suadente lungo la sua schiena come durante la prima giovinezza. Lo afferrò a due mani e glielo mostrò, tra i due arti inferiori frontali, con fare da femmina ingenua alle prime armi. Funzionava sempre. Ritemprato dalla brezza solare, Alkmaar Zaanstreek si voltò a pancia sotto e strisciò verso le grosse zampe di Sigma Olomouc. Aprì le fauci e prese a succhiarle il pistillo fino a farlo diventare paonazzo, mentre Sigma Olomouc continuava la sua danza erotica.  Quando lei non ne potè più, fece un cenno ad Alkmaar Zaanstreek che allungò i suoi stami retrattili. Vomitarono insieme, ovuli e spore.

¹ Cfr. Turismo sessuale per tutti – Ed. Ministero degli Esteri

² Mercurio completa tre rotazioni ogni due rivoluzioni.

A comegghiè

•23 ottobre 2009 • 1 commento

D’altra parte, circondate da orde di gattini pelosi e bianchi, credo non ci fosse altro da fare che dedicare tutte le nostre energie a sfocare la vista di tette riprese dall’alto come se avessimo a che fare con panoramiche in diretta dallo stadio sopra un elicottero pilotato da una scimmia con gli occhiali e le cuffie che danno gli ultimi risultati e 2-0, palla al centro.

D’altra parte, siamo tante donne offese da questo premier illiberale e caudillesco, cadillachesco, dillo a lei che esco.

D’altra parte, outato qesta machina fiatpunto parcegiata a comegghiè, non è colpa mia ‘ccilenza.